Biscotti limone e zenzero

Con la prole a casa la torta per la colazione non può mancare. Convinta di fare tutti contenti, sfornandone almeno una a settimana, ho realizzato che ‘qualcuno’ preferisce i biscotti o, meglio, tutti e due… non faccio nomi eh!

Fare biscotti con questo caldo è un impresa. Prima di tutto le frolle con il caldo non vanno d’accordo, soprattutto se devi dare la forma ai biscotti. Il burro con il caldo tende a sciogliersi ammorbidendo l’impasto che diventa difficile da maneggiare. E poi la cottura: vanno guardati ogni minuto, perché un minuto ci vuole perché passino dal ‘leggermente colorati’ a ‘carbonizzati‘. Questo vuol dire che non puoi infornare, come per una torta, e ripassare di lì dopo una mezzora a controllare, ma devi stare lì vicino, al caldo, per almeno quattro infornate. Quindi pensateci bene se decidete di fare i biscotti d’estate!

Ma a gentile richiesta potevo dire di no? Ecco, infatti ho detto di sì. Però ho voluto fare qualcosa di nuovo, giusto per cambiare. Con il caldo ho voluto fare dei frollini che avessero il fresco nel sapore: limone e zenzero insieme sono un esplosione di freschezza, ideali se li unisco in un biscotto sia per la colazione che per uno snack a metà sera con una bibita fresca.

Memore dell’effetto del lime nella cheesecake ho pensato che il limone e poi lo zenzero potevano avere lo stesso effetto in un biscotto. Quindi essendo una prova ho fatto la dose minima, ma visto il risultato raddoppiate pure, sono squisiti!

Per circa 20 biscotti

250 gr. di farina 00

100 gr. di zucchero bianco

100 gr. di burro morbido

1 limone (succo e scorza grattata)

1 cucchiaio di zenzero fresco grattato

1 uovo

1 cucchiaino di lievito in polvere per dolci

Ho lavorato lo zucchero con il burro morbido sino ad ottenere una crema omogenea. Ho unito la scorza del limone e il suo succo e lo zenzero.

Ho continuato ad impastare unendo poi l’uovo ed infine la farina setacciata con il lievito, un poco per volta. Ho ottenuto così la frolla, che ho messo in frigo per far rapprendere il burro.

Ho steso poi l’impasto con il matterello, di circa mezzo centimetro. Ho quindi formato i biscotti e li ho disposti in fila, ma distanziati, sulla teglia foderata di carta forno. Ho infornato a 180 gradi ventilato per circa 10 minuti, guardandoli più o meno per dieci minuti!

Già il profumo che veniva dal forno prometteva più che bene…quindi vai con la seconda infornata. Ho lasciato raffreddare e poi dritti in barattolo.

Tutti contenti ora!

La (mia) quiche ‘estiva’

Estate. Giorni bellissimi di mare, di sole, di famiglia riunita, di cene in terrazza, di pigre letture. Sono (diciamo) in vacanza, come succede a chi abita sul mare: a parte la prole finalmente un pò a casa con noi, è un viavai di amici e di parenti. Chi per qualche giorno, chi per settimane. ‘Spignatto’ tanto e sono anche molto felice di farlo.

Adoro cucinare, anche con il caldo, ma cerco di ‘ottimizzare’ i tempi, per ridurre al minimo il disagio dato dall’afa. Uso il forno, ma mentre sono in un altra stanza!

In una calda giornata come queste ho inventato la mia torta salata, o quiche, ‘estiva’. Poco formaggio e niente uova per renderla più leggera, origano di prima qualità e pomodori di campo, quelli grandi grandi che uno solo basta per due insalate.

La pasta sfoglia racchiude il tutto: è un piatto velocissimo da preparare, ma fresco e vi assicuro golosissimo, sia caldo che freddo. Se la preparate per cena, mangiatela tiepida e, se avanza, l’indomani a pranzo, fredda, sarà perfetta al ritorno dalla spiaggia!

Per una teglia da 26 cm. avrete bisogno di:

2 rotoli di pasta sfoglia pronta tonda

200 gr. di prosciutto cotto a fette

5 o 6 fettine di formaggio tipo emmental

2 o 3 pomodori di campo grandi

origano (fresco o secco) abbondante

sale

olio extravergine d’oliva

Foderate per prima cosa la teglia con il primo rotolo di pasta sfoglia. Coprirà bene il fondo ed appena il bordo. Nessun problema: con un coltello ritagliate la parte esterna del secondo rotolo, alto tre dita. Unitelo ai bordi del primo rotolo pressando con i polpastrelli . L’involucro è pronto. Con il disco piccolo che vi rimane dal secondo rotolo ricaverete le strisce per decorare la superficie della quiche.

Ora disponete prima il prosciutto cotto e sopra le fettine di formaggio. Lavate e tagliate a fette alte un dito i pomodori e disponeteli sopra il formaggio. Salate, spargete l’origano in abbondanza, un filo d’olio e decorate.

Infornate a 180 gradi ventilato, uscite dalla cucina e tornateci dopo circa 30 minuti! Il bordo deve colorarsi bene. Lasciate intiepidire, onde evitare il pomodoro incandescente! Una insalata fresca e via… a tavola!

Un erborista in cucina.

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Una volta una persona mi ha detto : ”Io cucino per nutrire e non mi diverte per nulla.” Ecco io invece mi diverto,sorrido felice davanti alla mia torta di mele in forno, con la frutta che implode nell’impasto assumendo quel bel color biscotto, guardo rapita le chiare d’uovo montate a dovere, mi diverto a tagliare le verdure per una bella lasagna golosa o impastare la pizza, magari con un lievito madre. Per me cucinare è gioia e fantasia. Con la fioritura, oramai giornaliera, di blog, trasmissioni tv e riviste specializzate, le idee non mancano.

Sono un erborista diplomata da ormai, aiuto , trent’anni, e quando ho avuto mio figlio ho potuto scegliere di smettere di lavorare e fare solo la mamma.E’ stata un’esperienza faticosa ma bellissima,ricca di emozioni.

Oggi la prole ha lasciato il nido e così mi ritrovo con un sacco di tempo libero. Perciò ho deciso di crearmi uno spazio dove scrivere cosa cucino e per chi o per cosa, della vita,della famiglia,delle mie amiche e del mio cane che assiste a tutto ciò.

Mi piace l’idea di condividere quello che ho imparato, creare un ricettario ‘pubblico’ di cucina, certo, ma anche di tisane utili a farci stare meglio. Magari sarà utile a chi non vuole più solo ‘nutrire’ i suoi cari o gli amici, o dare nuove idee a chi già si cimenta con passione, oppure semplicemente a chi ha qualche malessere e non vuole usare medicine tradizionali. Sarà sicuramente interessante per me mettere ordine nelle mie ricette e anche nei miei pensieri. Dico grazie di cuore a chi mi leggerà di sfuggita o a chi proverà le mie ricette.La cucina può davvero dare grandi soddisfazioni, anche quando si canna una ricetta alla grande! Ed ora cominciamo a sfogliare i mie caotici appunti…..sorseggiando una bella tisana rilassante!

Per leggere le ricette complete basterà cliccare sul loro titolo

Patate indiane (Jeera Aloo)

… prole ai fornelli!

E’ inutile raccontare quanto sia bello avere tutta la famiglia riunita sotto lo stesso tetto e con lo stesso fuso orario. Da quando la prole vive altrove, non so se solo per curiosità o per necessità, si è avvicinata alla cucina. Vivendo all’estero da studente ha avuto l’opportunità di conoscere ragazzi di nazionalità, e quindi di cucine, differenti. Ha potuto quindi conoscere e spesso assaggiare piatti molto lontani dalla tradizione culinaria italiana. Quindi prova, miscela, inventa o replica… insomma senza accorgermene ho creato un ‘mostro’!

Dopo due settimane di vizi e ‘premurosissime’ cenette la prole ha esclamato: “Sono più di dieci giorni che non cucino… stasera faccio un contorno per la carne alla brace!”

E’ andato a cercare le spezie che mancavano in casa e verso sera si è chiuso in cucina. A parte una velocissima consulenza per la scottatura delle patate in acqua bollente prima di procedere alla preparazione vera e propria del piatto, ha avuto la cucina a sua disposizione.

Tempo mezzora e i primi odorini sono arrivati: curcuma, zenzero… rumore di tritatutto. E poi peperoncino, foglie di coriandolo fresco e i suoi frutti ( o semi) tritati e poi i semi di cumino. Insomma un valzer di profumi!

Il risultato è una sorta di insalata di patate fredda che oggi è ancora più buona appena tirata fuori dal frigo per pranzo. Ma la vera sorpresa è la miscela di spezie, per noi inusuali: dà al piatto uno sprint pazzesco, un vero sfizio. Ottima come contorno per un barbecue, magari affiancando anche la versione svizzera…!(https://unerboristaincucina.com/2019/02/15/insalata-di-patate/)

Ecco la ricetta:

Per 2 Kg di patate pasta gialla

6 cucchiaini si cumino semi

4 cucchiaini di coriandolo frutti ( o semi)

4 spicchi di aglio

2 cucchiai di cipolla

2 cucchiai di zenzero fresco

1 cucchiaino di curcuma polvere

1/2 peperoncino

sale e pepe nero

1/2 limone succo

Olio extra vergine d’oliva ( ma va bene anche cocco, noci ecc.)

Mettete a lessare le patate con la buccia in acqua bollente per il tempo che le ammorbidisca appena, la vera cottura avverrà in padella.

Con il tritatutto sminuzzate lo zenzero pelato, i frutti ( o semi) di coriandolo, l’aglio e la cipolla. Fate scaldare l’olio in una padella antiaderente, aggiungete i semi di cumino all’olio e fate andare per qualche minuto.

Unite ora il trito di aromi.

Appena lo zenzero e la cipolla diventano trasparenti aggiungete le patate sbucciate e tagliate a grosse fette. Aggiungete la curcuma, il peperoncino, il sale e il pepe. Fate insaporire e finire così la cottura delle patate, a fuoco vivace e facendole saltare in padella. Infine aggiungete il succo di limone e lasciate intiepidire.

Potete guarnire con foglioline di coriandolo fresco.

Sono davvero sfiziose, ma il giorno dopo sono pazzesche, anche fredde di frigo. Bravo figlietto… anche per aver lasciato la cucina tutta in ordine!

Nuvola al cocco e mandorle

… ho ancora cocco rapè per un anno!

Il tentativo di ‘eliminare’ la enorme scorta di cocco rapè dalla dispensa continua. Dopo le frolle ho cercato una torta da colazione o da te o da merenda che avesse sia il cocco ma anche qualche altro ingrediente per variare un pò sul tema. So che si sposa molto bene con il caffè e con il cioccolato. Ma il cioccolato con 40 gradi? Meglio di no.

Devo confessare che con il cocco, incluso nel famoso ordine, c’era la farina di mandorle, quella si che è arrivata in pacchetti da 100 gr. !!

Quindi ho unito le due farine e torta sia!

250 gr. di farina 00

175 gr. di zucchero

150 gr. di burro

100 gr. di farina di mandorle

60 gr. di cocco rapè messo a mollo in 140 ml. di latte

3 uova

1 bustina di lievito

1 pizzico di chiodi di garofano in polvere

Mentre il cocco era in ammollo nel latte ho impastato con il frullino gli altri ingredienti. Lo ho aggiunto alla fine senza strizzarlo, sempre con il frullino. Ho versato l’impasto nella teglia foderata di carta forno e cotto a 180 gradi ventilato per circa 35 minuti.

La ricetta che ho usato contemplava la marmellata di arance ( 4 cucchiai) spalmati sopra, poi lo zucchero a velo ed infine il cocco rapè a guarnire. Io tutto ciò non l’ho fatto, non avendo la marmellata a disposizione. Ma vi assicuro che è buonissima anche così, soffice, con il gusto del cocco e delle mandorle… una delizia per la colazione o uno spuntino a metà sera!

Il pane Naan

Racchiuso in un canovaccio per tenerlo tiepido…

Durante una delle visite alla prole, in quel di Londra, è capitato spesso di mangiare fuori. Londra offre una miriade di ristoranti ‘etnici’, sia gli ormai classici giapponesi e libanesi, ma anche indiani, persiani, mongoli… ormai ‘coprono’ quasi tutto il mondo.

Una volta, assolutamente per caso, a passeggio per il quartiere dove la prole viveva, ci siamo infilati in un ristorantino delizioso, persiano. Appena entrati troneggiava il forno di terracotta detto Tandoor. Ha la forma di un grosso vaso dalla bocca molto larga. Sul fondo viene messa la brace, ma il pane viene cotto sulle pareti laterali, in alto.

Era un locale molto piccolo e fortunatamente all’ora di pranzo non c’era nessuno. Dopo aver ordinato, di tutto un pò, hanno preparato il pane naan, tipo piadina ma impastato con lo yogurt e l’olio, davanti ai nostri occhi. Piccoli dischi di pasta bianca, messi dentro la bocca del forno di argilla e in pochi minuti si sono trasformati in deliziose focaccine bollose e dal sapore delizioso.

Ideali per accompagnare, a volte proprio raccogliere, il cibo dalle ciotole in cui viene servito. Ci siamo divertiti e, neanche a dirlo, abbiamo mangiato benissimo. L’immagine di quel pane e il suo sapore lo ricordo ancora, perciò avendo la prole a casa (finalmente!) dopo il lock down, ho organizzato un barbecue, ma come antipasto ho tanti avanzini del banchetto di bentornati: hummus, caponata, melanzane alla parmigiana.

Ecco perché ho deciso di preparare questo pane, un pò perché mi incuriosisce vedere se fatto qui è buono lo stesso, un pò per ricordare quel pranzo felice e spensierato di qualche tempo fa!

Pronto per il riposo…

600 gr. di farina 00

250 gr. di yogurt bianco

6 cucchiai di olio extravergine d’oliva

2 pizzichi di zucchero

2 pizzichi di sale

1 bustina di lievito di birra secco

200 ml. circa di acqua tiepida

Ho cominciato miscelando in una ciotola la farina con lo zucchero e il lievito. Ho poi aggiunto l’olio e lo yogurt mescolando e solo ora ho aggiunto il sale.

Prima dell’aggiunta dell’acqua…

Ho usato l’acqua per amalgamare bene il tutto. Poco per volta perché la quantità che la farina assorbe è variabile. Ho impastato per circa dieci minuti, sul piano, sino ad ottenere un impasto morbido, leggermente appiccicoso. L’ho sistemato in una ciotola capiente e messo a riposo dentro il forno spento per un oretta.

Ricavo i dischi…

Una volta lievitato l’ho diviso in circa 12 palline, con il matterello le ho stese ricavando altrettanti dischi non troppo sottili (max un dito). Non avendo il forno di terracotta ho fatto scaldare bene una padella antiaderente leggermente unta e le ho cotte, pochi minuti per parte. Pronte!

In cottura…

Considerazioni

E’ venuto bene, bisogna stendere poco la pasta per evitare che si secchi in cottura. Per il resto con l’hummus è una delizia, ma anche con il resto!

La prossima volta farò solo naan e tanti piccoli intingoli e piatti adatti a gustarlo nel migliore dei modi. Una bella variante alla solita pizza! Stay tuned…

Frolle al cocco.

Il cocco rapè ovvero quando ne hai ordinato 100 gr. ma invece era un chilo!

Avete idea di quanto è un chilo di cocco rapè? Fate conto quanto un cuscinetto tondo da sofà. Quando poi sono tre pacchi da chilo perché credevi fossero confezioni da 100 gr. vi lascio immaginare l’ingombro in dispensa…ho provato anche a regalarlo ma per ora è tutto qui, che da quindici giorni mi guarda impilato dalla dispensa, aspettando di essere ‘maneggiato’ per qualche ricetta. A volte la distrazione eh?

Comunque non avendolo mai usato ho dovuto un pò documentarmi. Nel frattempo la temperatura ha raggiunto vette tropicali e l’idea del forno acceso un pò mi ha demotivato. Ma stamattina prendendo il sacchetto dello zucchero per riempire la zuccheriera del caffè ormai vuota, ho urtato questi maledetti pacchetti ingombranti ed allora ho capito che era tempo di smaltirne un pò.

Per prima cosa ho impastato per i biscotti, nella loro scatola di latta si conservano a lungo, quindi doppio impasto…olè!

Pronta per il frigo!

Dose per una quarantina di biscotti:

340 gr. di farina 00

250 gr. di burro

150 gr. di cocco rapè

120 gr. di zucchero a velo

2 uova

Vaniglia semini o in polvere tipo bourbon

1 cucchiaino di lievito per dolci

2 pizzichi di sale

Come per la frolla comune ho impastato per prima cosa il burro con la farina usando la punta delle dita. Di seguito ho aggiunto to gli altri ingredienti:lo zucchero a velo, il cocco, il sale, il lievito, la vaniglia e in ultimo le uova intere. Ho impastato velocemente e messo in frigo un paio d’ore.

Ho steso la pasta frolla tra due fogli di carta forno a una altezza di circa 2 cm. ho ritagliato i biscotti che ho disposto nella teglia foderata di carta forno. Ho cotto a 180 gradi ventilato sino a che i biscotti hanno cominciato a colorarsi, circa 10 minuti.

Rovesciata di ciliegie

Tipo clafoutis… ma meno francese!

Mi piace usare la frutta fresca nelle torte e in questa stagione c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ho usato una teglia da 26 cm. e purtroppo non ho usato la bilancia per le ciliegie… comunque saranno state circa 750 gr. intere. Se volete potete aggiungerne altre anche nell’impasto, lo renderà ancora più umido.

Come ho raccontato giorni fa questa torta l’ho preparata come ‘riserva’ nel caso che quella al lime non fosse riuscita bene. L’unica, diciamo, difficoltà, è preparare le ciliegie: dividerle in due e togliere il nocciolo, fatelo con i guanti o le mani saranno poi un disastro!

Ingredienti:

750 gr. di ciliegie mature

3 uova intere

150 gr. di burro

100gr. di zucchero

250 gr. di farina

100 ml. di latte

2 cucchiaini di lievito in polvere per dolci

semi di vaniglia

1 pizzico di sale

Per il caramello

65 ml. di acqua

120 gr. di zucchero

Ho messo sul fuoco un pentolino con l’acqua e lo zucchero per fare il caramello. Intanto ho preparato le ciliegie, tagliandole per lungo e togliendo il nocciolo.

Ho foderato la teglia con la carta forno e versato il caramello, sopra ho disposto le ciliegie strette strette, sovrapponendole un pochino, il caramello vi aiuterà a tenerle ‘in posizione’.

Ho quindi montato le uova con lo zucchero, ho aggiunto il burro, il latte e i semini di vaniglia e il sale. Ho setacciato un paio di volte la farina con il lievito e infine l’ho aggiunta all’impasto.

Ho ricoperto per bene le ciliegie e infornato a 180 gradi ventilato per circa 35 minuti, prova stecchino come sempre!

Una volta cotta l’ho fatta raffreddare e solo allora l’ho rovesciata! Per comodità di conservazione in attesa di prepararla al trasporto l’ho rimessa in teglia.

Poco prima ho montato un pò di panna fresca (non zuccherata) e ho ricoperto la parte superiore della torta.

Cheese cake: made in USA

Lime…estate, estate!

Dopo mesi di clausura e distanziamento sociale, con il divieto di assembramento, tutta la combriccola delle ‘amichette’ non ha potuto vedersi, se non in ordine sparso, giusto per un caffè, bevuto poi in piedi e per strada.

Ora che, con molta attenzione, ci si può incontrare di nuovo una gentilissima di noi ( ciao Ale! ) ha messo a disposizione la sua casa e organizzato una cena in piedi, per rivederci tutte insieme e festeggiare le sfortunate che avevano compiuto gli anni durante il lockdown.

Naturalmente chi poteva ha cucinato qualcosa: è finita che c’era da mangiare per un reggimento, tutte cose sfiziose e in quantità! Sono anche giorni di caldo micidiale, perciò avendo deciso di portare un dolce, volevo preparare qualcosa di nuovo ma soprattutto di fresco, freschissimo.

Non amo le cheese cakes, un pò per la consistenza, ma soprattutto per quell’altezza vertiginosa, che rende ogni fetta ‘pantagruelica’, no non sono una fan. Certo che però con il caldo danno l’idea di freschezza. Inoltre sono abbastanza semplici da preparare, soprattutto quelle ‘a freddo’ che suppliscono con la colla di pesce il rassodamento del ripieno ottenuto con la cottura in forno.

Ho cercato tra le varie ricette e sono davvero tante le variazioni sul tema e sul gusto, ma la maggior parte erano appunto altissime, cosa che io volevo evitare. Insomma per farla breve con qualche timore, ho provato a fare questa, ma il giorno prima, così da avere il tempo di prepararne un altra se non fosse riuscita bene! E’ senza formaggio o ricotta, ma con il latte condensato, cotta al forno in due volte, ma con promesse di freschezza incredibile… faceva proprio al caso mio!

Per la base (ho usato una teglia da 26cm.)

1 confezione di biscotti Digestive (250gr.)

100 gr. di burro morbido

Per il ripieno

400 ml. di latte condensato

3 uova intere

100 gr. di zucchero

125 ml. di succo di lime (circa quattro lime)

1 lime (solo la scorza)

Per guarnire

250 ml. di panna fresca montata senza zucchero

scorza di lime

Per prima cosa ho sbriciolato con il mixer i biscotti e poi li ho impastati con il burro. Ho quindi creato ‘il guscio’ della torta sul fondo della teglia foderata di carta forno, livellando bene la base e ricavando anche i bordi. Ho fatto cuocere 10 minuti a 180 gradi nel forno già caldo.

Intanto ho montato le uova con lo zucchero sino a renderle una spuma chiara e gonfia, ho aggiunto sempre frullando il latte condensato, poi il succo di lime e infine la scorza. Ho assaggiato il ripieno da crudo, era pazzesco, quindi doveva essere per forza buona questa torta!

Quando la base cotta era quasi fredda ho versato sopra il ripieno e ho infornato di nuovo per 20 minuti. In cottura il ripieno si è gonfiato tanto, nascondendo il bordo, ma senza straripare. La mia fiducia ha avuto qualche cedimento : ” Non sarà che anche questa diventa altissima eh!”. Invece una volta fredda è scesa a livelli di torta ‘normale’ e io ho tirato un sospiro di sollievo. L’ho poi coperta con la pellicola e messa in frigo sino all’ultimo.

Prima di impacchettarla per il trasporto ho ricoperto con la panna montata non zuccherata e guarnito con ancora un pò di scorza di lime.

Nonostante all’apparenza fosse più che gradevole, avevo molti dubbi visto che non l’avevo mai fatta e soprattutto assaggiata. Quindi mi sono data da fare per il ripiego… seguirà nei prossimi giorni la ricetta della rovesciata alle ciliegie!

Poi alla fine l’ho assaggiata: è bassa, è fresca, è buonissima!! La rifarò spesso questa estate!

Torta polentina

… mettiamo ordine nella dispensa!

Questa ricetta l’ho cercata una sera intera, ma non perché la conoscessi o l’avessi mai assaggiata. Come per la torta due farine e…altro avevo la necessità di far fuori un pò di ingredienti della mia dispensa, visto che i piani degli scaffali erano colmi di bustine piene a metà, chiuse con le mollette, barattoli vari sempre pieni per un terzo, non avevo più spazio!

Questa torta ha origini lombarde, precisamente Varese. Detta anche amor di polenta è facilissima da fare, ha ben 4 tipi di farine al suo interno, quindi ideale per svuotare un pò: buste, mezze buste, barattoli quasi vuoti, residuati di altre ricette. E’ una torta dal sapore semplice, annovera anche 2 cucchiai di liquore Strega. Io non l’avevo perciò ho usato la grappa. Grazie al ilcucchiaio.it che oltre ad avere una miriade di ricette e sempre fonte di ispirazione per me. Ora la torta è in cottura, il profumo è promettente…

110 gr. di burro

110 gr. di zucchero bianco

1 uovo intero

2 tuorli

30 gr. farina

30 gr. di farina fioretto

25 gr. di maizena

25 gr. farina di mandorle

1/2 bustina di lievito per dolci

vaniglia semi

1 pizzico di sale

2 cucchiai di liquore Strega (io ho usato la grappa)

Ho montato le uova con lo zucchero con il frullino elettrico, ho aggiunto poi il burro morbido. Ho setacciato insieme tutte le farine con il lievito e poco per volta le ho amalgamate alle uova. Ho frullato ancora per circa 5 minuti e in ultimo ho aggiunto i semini di vaniglia e il liquore.

Ho foderato una teglia da 22 cm. con la carta forno, ho versato l’impasto e ho in formato a 180 gradi ventilato per circa 30 minuti.

Essendo una prova non ho usato la teglia d’ordinanza, tipo quella del plum-cake ma con le scanalature, perché la mia è di formato grande e avrei dovuto fare le dosi doppie. La prossima volta…

Il profumo coincide con il sapore: pazzesco. Ricorda lontanamente quello dei cantucci toscani. La consistenza granulosa è intrigante, perfetta sia a merenda che a colazione, ma anche dopo cena per accompagnare il ‘bicchiere della staffa’! Da rifare assolutamente , usando quindi la teglia giusta e le dosi doppie! Bella scoperta.

Bocconcini di pesce spada

Come fritti e invece… Aperitivo sontuoso!

Come ho già spiegato io cucino il pesce in modo molto semplice, per preservare questa preziosa materia prima che ho la fortuna di poter avere fresca di giornata. Il pesce spada ha un sapore più delicato del tonno, lo preparo per lo più alla griglia accompagnato a volte con un poco pesto di basilico.

L’altra sera avevo una trancia in esubero rispetto ai ‘commensali’ e così ho deciso di prepararla impanata, ma, per non friggere, l’ho cotta al forno con veramente pochissimo olio. Quindi ho sbattuto 2 uova con due cucchiai di trito di prezzemolo e aglio, una presa di sale e una di pepe. Vi ho immerso il pesce che avevo tagliato a cubetti.

Li ho passati nel pane grattato e disposti sulla teglia foderata di carta forno. Ho portato la temperatura del forno a 200 gradi e solo allora ho infornato per circa 8 minuti, giusto il tempo che la panatura si colorasse.

Sono buonissimi, con o senza il succo di limone. L’aperitivo poi è diventato un golosissimo antipasto!

Spazzolati in un nano secondo!