Le Madeline

… les madelines, allez mes amies!

Continuo a cercare idee e ispirazioni per nuove ricette, sono arrivata a postarne ben duecontosessantadue! In questo periodo vorrei approfondire il capitolo ‘Ricette dal mondo’. Non posso partire dalle più, come dire, ‘particolari’: la dolce metà non è cosi disponibile alla scoperta di nuovi sapori soprattutto se troppo diversi da quelli conosciuti: quindi dovrò farlo in modo graduale.

E’ così eccomi qua a preparare questo piccolo dolce che faceva sognare Marcel Proust, che ho sempre mangiato già pronto, tipo merendina, immaginando che delizia potessero essere se preparate in casa.

Nelle mie visite in Francia non mi è capitato di mangiarle, a differenza della mousse al chocolat o del croissant au beurre. (vedi le ricette nella sezione Dolci). Ho trovato più di una ricetta, con il miele o senza, con la farina di mandorle o solo con farina bianca 00. Quale provare per prima?

Ho deciso per quella del pasticcere francese, Pierre Hermè. Ho assaggiato a Londra solo i suoi divini macarons in una delle pasticcerie che ha aperto appunto in tutto il mondo.

Necessitano di una loro teglia apposita, che è appena arrivata. Quindi…

Per 2 teglie da 20 Madeline piccole:

120 gr. di uova intere

120 gr. di zucchero

100 gr. di farina 00

3 gr. di lievito per dolci

100 gr. di burro fuso tiepido

1 limone ( solo la buccia grattata)

Ho cominciato frullando a lungo le uova con lo zucchero sino a renderle chiare e spumose. Ho setacciato la farina con il lievito e poco per volta l’ho aggiunta all’impasto. Ho poi unito la scorza del limone ed infine il burro fuso, quasi freddo, a filo continuando a frullare. L’impasto è pronto!

La ricetta dice di mettere l’impasto ottenuto in frigo tutta la notte e poi cuocerlo l’indomani. Non so il perché , forse perché freddo è più facile maneggiarlo e riempire le formine. Forse c’è una ragione di fisica culinaria che ignoro, non so. Ma so che sono matta e ho deciso di non fare questo passaggio. Era una prova, testiamo fino in fondo! Dopo aver imburrato la teglia, anche se di silicone, ho quindi riempito li stampi con l’impasto, non superando il bordo. Più o meno una nocciolina, mezzo cucchiaino da caffè.

Ho infornato a 210 gradi i primi 3 minuti, poi ho proseguito a 180 gradi per circa 8 minuti. Quando i bordi tenderanno al color biscotto… sono pronti.

Li ho tolti subito dalla loro teglia e fatti raffreddare su un piatto perchè troppo piccoli per usare la gratella consigliata.

Potete cospargere lo zucchero a velo quando si saranno raffreddati, oppure lasciarli nudi. Sono davvero buonissimi, con il caffè o il te perfetti.

Sotto la campana o dentro una biscottiera dureranno diversi giorni, ma finiranno ben prima… tranquilli!