Cotton cake

La cheesecake made in Japan!

Al secondo tentativo, ridotte le dosi al minimo… gooooolllll!!

Chi la dura la vince! Dopo un pò di peripezie, che spero vi saranno d’aiuto, alla fine questo dolce non è così complicato. Mi ha fatto un pò dannare ma per colpa mia, la ricetta che segue è quella giusta, attenetevi alle istruzioni e non potete sbagliare. Mi sono divertita, soprattutto perché alla fine il risultato è stato meraviglioso!

La sera prima…

La sera prima…

Una nuvola, altissima, gialla come un sole. Uno spettacolo! La cotton cake è uno dei dolci visivamente più accattivanti pur essendo composta da pochi semplici ingredienti. Era da tempo che rimandavo il momento di provare a farla, sapete perché ? Mesi fa ho visto un video di un bravissimo chef che mentre preparava questo incredibile dolce continuava a dire:” Se si spacca in superficie, il dolce non è venuto.” Punto. Così… senza mezzi termini. Ora mi reputo abbastanza precisa nella preparazione dei dolci, la loro riuscita è strettamente legata alla precisione nel pesare gli ingredienti e nel come si lavorano, ma avere questa ansia sino alla fine della cottura della torta… no no e così ho continuato a rimandare.

L’altra sera mentre cercavo le ricette per i Gyoza mi sono imbattuta in un altro video sulla preparazione della cotton cake. Spiegata benissimo, mi sono tranquillizzata e ho deciso di buttarmi… come va va.

Quando si rompe la calotta ho letto che è dovuto alla temperatura del forno.

La ricetta di Hiro, lo chef dal quale ho preso la ricetta, diceva di cuocere prima a 160 gradi per 20 minuti, poi a 140 gradi per 40 minuti.

E così ho fatto. Tutto benissimo, perfetto, calotta uniforme che pian piano si colorava ma restando integra. Ma poi il patatrac! A 5 minuti dalla fine della cottura si è aperta, perciò la prossima volta dovrò calibrare meglio la temperatura del forno.

Aspetto a parte, la cottura sembrava perfetta dopotutto una nuvola con una calotta ammaccata non ha un sapore diverso!

Per una teglia da 20 cm. con bordo apribile Errore!!!

(tutto a temperatura ambiente)

4 tuorli

200 gr. di formaggio spalmabile

200 ml. di latte

40 gr. di farina 00

20 gr. di zucchero semolato

10 gr. di amido di mais

20 ml. di succo di limone

Per la montata degli albumi

4 albumi

50 gr. di zucchero semolato

Come prima cosa ho foderato per bene la teglia con la carta forno.

Ho unto prima la teglia con un poco di burro per far aderire meglio la carta.

In due ciotole ho separato i tuorli dagli albumi. Ho frullato prima i tuorli con lo zucchero, poi il formaggio e il latte. Mi raccomando è importante che tutto sia a temperatura ambiente. Infine alla crema ottenuta ho incorporato il succo di limone e poi l’amido e la farina setacciati.

A questo punto mi sono dedicata agli albumi. Ho cominciato a frullarli da soli poi quando hanno cominciato a inspessirsi e a gonfiarsi ho aggiunto poco per volta lo zucchero. Ho continuato a montare sino a che le fruste non lasciavano il segno. Se capovolgendo la ciotola non cadono sono montati a dovere!

Con una frusta a mano ho unito la crema e gli albumi con delicatezza sino ad ottenere un unico impasto gonfio ed omogeneo. Ho versato tutto nella teglia che ho sistemato dentro un’altra teglia più grande, con sotto uno strofinaccio perché non si muovesse una volta aggiunta l’acqua.

Ho messo in forno a 160 gradi statico per 20 minuti, poi a 140 per 40 minuti.

Ho lasciato raffreddare dentro al forno socchiuso…

Una volta fredda è normale che si sgonfi un pochino. Anche la crepa si è un pò richiusa, per cui non è andata così male!

Mai usare una teglia con i bordi mobili almeno che non riusciate ad isolare perfettamente il fondo dall’acqua. Infatti il fondo non ha cotto, come una spugna ha assorbito l’acqua, si è rappreso ma non cotto del tutto. Prossima volta rivedrò anche la temperatura di cottura. Aggiungerò le foto!

Stanotte non smettevo di pensare all’errore fatto e stamattina ci ho riprovato, ma alzando ancora di più l’asticella! Avevo 50 gr. di formaggio spalmabile avanzato, ho ripreso la lista degli ingredienti e… ho diviso per 4.

Notare il buco dello stecchino per controllare la cottura…

Fortunatamente ho una teglia piccolissima, anch’essa con i bordi staccabili, ma questa volta l’ho rivestita di alluminio, ah!

Niente crepe, cotta a puntino, a 150 gradi ventilato fisso e… uno spettacolo!!

Devo dire che fredda da frigo è una torta soffice al sapore di flan! Ottima.

Quindi l’errore è stato far filtrare pochissima acqua dal fondo e la variazione di temperatura se usate il ventilato. Per il resto, bella eh?

Tra i vari consigli ho letto di gustarla dopo un passaggio in frigo di qualche ora, ma io non ho resistito e l’ho assaggiata appena fredda.

Il sapore? Buono, una nuvola dolce, naturalmente il sapore dominante è di uovo ma è così soffice che si squaglia in bocca. E’ particolare, diverso ma molto sfizioso. Provatelo!